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Trovato un sudario dell'epoca di Gesù. La sindone sarebbe un falso

16 dicembre 2009

Sindone

GERUSALEMME – Un altro sudario. Dell’epoca di Gesù. Una squadra internazionale d’archeologi l’ha trovato mesi fa, negli scavi d’una tomba a Gerusalemme Est. Nel Campo del Sangue che, secondo il Vangelo, Giuda Iscariota si comprò coi trenta denari del tradimento e dove, poi, s’impiccò. L’hanno studiato a lungo col radiocarbonio, passato alla Tac come si fa coi pazienti complicati. Ne hanno esaminato spore e tracce di Dna. Alla fine le conclusioni, univoche, sono finite sull’ultimo numero di “PloS One”, la rivista scientifica della Public Library americana: «Le parti di lenzuolo ritrovate, appartenenti a un sudario usato per seppellire le salme ai tempi di Cristo, rivelano per la prima volta che a Gerusalemme questi manufatti avevano un tessuto a trama molto semplice, ottenuta con l’uso soltanto di due fili intrecciati». La dimostrazione, secondo il team, che l’altro e ben più celebre sudario – la Sacra Sindone che ritrarrebbe il corpo di Gesù – sarebbe in realtà un falso: «L’ordito della Sindone, molto più complesso e con più fili, fu introdotto solo in epoca successiva».

LA RICERCA – Sopravvissute a secoli di bruciature, di polemiche sull’autenticità e di contese sulla proprietà, pronte a una nuova ostensione pubblica nel 2010, è ancora presto per dire se le certezze dei cristiani sul lenzuolo custodito nel Duomo di Torino usciranno scosse da questa nuova rivelazione. I ricercatori – israeliani, americani e canadesi della Hebrew University, di Sanford, dell’ University College e della New Haven University di Londra, dell’università del North Carolina e della Lakehead University – sono partiti dal racconto di Matteo e degli Atti degli Apostoli, per individuare il Campo del Sangue e l’antico cimitero di Gerusalemme, in aramaico Akeldamà. La tomba è spuntata vicino a quella di Hannah, il sommo sacerdote del Sinedrio che secondo il Vangelo finì per consegnare Gesù ai Romani. Apparterrebbe a un aristocratico, forse a un altro sacerdote: di sicuro, i resti delle ossa sono quelli del più antico malato di lebbra mai trovato, sepolto a una certa distanza dagli altri.

continua su Un sudario rilancia i dubbi sulla Sindone – Corriere della Sera.

Annunciata l'Ostensione della Sindone per il 2010

11 giugno 2008

Papa Benedetto XVI ha autorizzato una nuova Ostensione della Sindone per la primavera del 2010 e ha confermato, nel possibile, la sua presenza all’evento. La rivelazione è stata fatta dal Papa in occasione dell’arrivo per un ricevimento in Vaticano di settemila pellegrini dell’arcidiocesi di Torino: “Se il Signore mi donerà la vita e la salute, spero di venire anche io. Sarà un’occasione quanto mai propizia – ha proseguito riferendosi alla Sindone - per contemplare quel misterioso Volto, che silenziosamente parla al cuore degli uomini, invitandoli a riconoscervi il volto di Dio”. Per due mesi il Sacro lino sarà esposto nella chiesa di San Giovanni Battista protetto nella sua teca iper tecnologica.

Durante la penultima ostensione del 1998, voluta Papa Giovanni Paolo II, giunsero a Torino oltre 2milioni e mezzo di fedeli, nel 2000, invece, furono la metà, anche a causa del Giubileo a Roma. Felicitazioni anche da parte da Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, che ha così commentato: “E’ una bella notizia, una notizia che aspettavamo. La città è pronta. Certo l’Ostensione è innanzitutto un fatto religioso ma è anche un fatto culturale che contribuirà a far conoscere ulteriormente Torino nel mondo”.

Le analisi del 1988 sulla Sindone sarebbero errate

26 marzo 2008

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Un documentario della Bbc, ‘Shroud of Turin’, andato in onda alla vigilia di Pasqua, apre nuovi interrogativi su la datazione della Sindone. Le analisi effettuate nel 1988 con il Carbonio 14, da tre diversi laboratori, avevano tutte ottenuto la stessa conclusione: la Sindone di Torino era una reliquia medievale, una delle tante, ma non certo il sudario di Cristo. Ma ora un autorevole gruppo di scienziati americani ed europei, alcuni dei quali presero parte agli esami condotti ad Oxford, Zurigo e Tucson vent’anni fa, è convinto che quelle rilevazioni potrebbero aver dato un risultato sbagliato e, quindi, vogliono ripetere gli esami alla luce di nuove tecniche e consapevolezze.

John Jackson, fisico americano e professore di cosmologia che ha collaborato al programma della Bbc, e che nel 1978 faceva parte di un gruppo di scienziati che ebbe a disposizione il lenzuolo a Torino per una settimana, ha elaborato una nuova ipotesi basata su tecniche di datazione al carbonio 14 che non erano conosciute quando la Sindone fu analizzata. “Quando si parla di un falso medioevale – ha spiegato il professor Jackson alla Bbc – la prima domanda che dobbiamo farci è come è stato realizzato. Nessuno degli esperimenti che abbiamo eseguito qui (al ‘Turin shroud centre’ di Colorado Springs), utilizzando della vernice su dei manichini riscaldati, ha prodotto impronte simili a quelle della Sindone”.

Le macchie di sangue sul telo di lino, ha dimostrato Jackson, combaciano perfettamente solo se il telo viene posto su un corpo tridimensionale e non se queste sono dipinte su una superficie piana. Per il professore l’errore di datazione deriverebbe dall’aver ignorato le varie contaminazioni che la Sacra Sindone ha subito durante i secoli (è stata esposta all’aria aperta, è scampata ad un incendio ecc). Jackson ha allora proposto di sottoporre un pezzo di lino contemporaneo allo stesso tipo di contaminazione e di datarlo nel laboratorio del professor Christopher Ramsey a Oxford (dove già furono eseguiti gli esami nel 1988) per verificare se l’ipotetico errore di datazione deriva realmente da questo.

Il dibattito resta acceso tra chi considera la figura impressa sulla Sindone quella di Gesù deposto dalla croce e chi invece non ha mai avuto dubbi nel classificarlo come l’ennesima rappresentazione del Cristo del dodicesimo o tredicesimo secolo.