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	<title>Sulla Credenza &#187; libro testo</title>
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	<description>Un blog pensato per accogliere le vostre discussioni e testimonianze</description>
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		<title>Per un libro le stigmate di Padre Pio sarebbero fasulle</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 09:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriana</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro, pubblicato da Einaudi, sta scatenando polemiche infinte tra pro e contro, atei e no, ebrei e cattolici. Il volume in questione si chiama ‘Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento’ ed è stato scritto da un professore universitario ebreo di Storia Moderna dell’Università di Torino, Sergio Luzzatto. La ‘rivolta’ è scoppiata dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://bp0.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/RzgkTvaUAmI/AAAAAAAAAro/j-KBsRGoteQ/s1600-h/padre+pio+2.jpg"><img style="margin: 0px auto 10px;text-align: center;cursor: pointer" src="http://bp0.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/RzgkTvaUAmI/AAAAAAAAAro/j-KBsRGoteQ/s320/padre+pio+2.jpg" border="0" alt="" /></a>Un libro, pubblicato da Einaudi, sta scatenando polemiche infinte tra pro e contro, atei e no, ebrei e cattolici. Il volume in questione si chiama ‘<span style="font-weight: bold;font-style: italic">Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento</span>’ ed è stato scritto da un professore universitario ebreo di Storia Moderna dell’Università di Torino, <span style="font-weight: bold">Sergio Luzzatto</span>. La ‘rivolta’ è scoppiata dopo che il Corriere della sera ha pubblicato un <a href="http://www.corriere.it/cronache/07_ottobre_24/luzzatto.shtml">intervento</a> dello stesso Luzzatto in cui racconta il suo lavoro editoriale, seguito da una serie di interventi (<a href="http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/2007/10/co_9_071027043.xml">Alberto Melloni</a>, Aldo Cazzullo e Vittorio Messori) . Seconda la tesi sostenuta da questo storico, e suffragata da un documentazione in mano anche all’istituzione del Sant’Uffizio, le stigmate di Padre Pio sarebbero state provocate artificialmente.I dubbi attorno alla veridicità delle note piaghe sulle mani del frate di Pietrelcina sarebbero sorti dopo le dichiarazioni di un farmacista che, nel 1919, si vide richiedere da Padre Pio, attraverso la mediazione della cugina Maria De Vito, dell’<span style="font-weight: bold">acido fenico</span> puro, cioè “una sostanza adatta per procurarsi piaghe alle mani”. “<span style="font-style: italic">Quando ella tornò a Foggia </span>– racconta il dottor Valentini Vista parlando di sua cugina &#8211; <span style="font-style: italic">mi portò i saluti di Padre Pio e mi chiese a nome di lui e in stretto segreto dell&#8217;acido fenico puro dicendomi che serviva per Padre Pio, e mi presentò una bottiglietta della capacità di un cento grammi, bottiglietta datale da Padre Pio stesso, sulla quale era appiccicato un bollino col segno del veleno (cioè il teschietto di morte) e la quale bottiglietta io avrei dovuto riempire di acido fenico puro che, come si sa, è un veleno e brucia e caustica enormemente allorquando lo si adopera integralmente. A tale richiesta io pensai che quel acido fenico adoperato così puro potesse servire a Padre Pio per procurarsi o irritarsi quelle piaghette alle mani</span>”. Naturalmente questa è solo la supposizione del titolare di una farmacia di Foggia. Nella cella di Padre Pio fu poi rinvenuto veramente dell’acido fenico.</p>
<p>Ma le perplessità, fino a quel momento tenute segrete, vennero confermata da un’altra richiesta da parte del frate: <span style="font-weight: bold">quattro grammi di veratrina</span>. A scopi terapeutici la posologia consueta per la veratrina è compresa tra uno e cinque milligrammi. Padre Pio, invece, ne richiese, sempre alla devota De Vito, quattro grammi, una richiesta insolita e alquanto ingiustificabile. Il frate avrebbe, infatti, potuto seguire le vie ordinarie, in altre parole, richiedere una ricetta medica senza seguire vie sotterranea che, quantomeno, insinuano il dubbio sull’irregolarità dell’atto.</p>
<p>Supposizioni di un ebreo invidioso? Menzogne per infangare il nome di uno dei martiri ed eroi moderni della Chiesa Cattolica? Oppure una verità storica scomoda e da seppellire nuovamente nelle pieghe della storia dimenticata e passata? A questi quesiti non so rispondere, ma non si può negare che questa inchiesta storica getti il seme dell’incertezza sulla verità intorno San Giovanni Rotondo. Quello che Luzzatto racconta, non dimentichiamolo, viene confermato da un documento, custodito dall’archivio vaticano della Congregazione per la Dottrina della Fede, sottoscritto da Padre Pio, in cui richiedeva l’acido fenico alla signorina De Vito. “<span style="font-style: italic;font-weight: bold">Carissima Maria, Gesù ti conforti sempre e ti benedica! Vengo a chiederti un favore. Ho bisogno di aver da duecento a trecento grammi di acido fenico puro per sterilizzare. Ti prego di spedirmela la domenica e farmela mandare dalle sorelle Fiorentino. Perdona il disturbo</span>”. E queste sono fatti e non supposizioni, poi ognuna tragga le dovute conclusioni.</p>
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		<title>Una petizione per introdurre la bibbia a scuola</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 11:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>adriana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
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		<description><![CDATA[Massimo Cacciari, Furio Colombo, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Margherita Hack, Gad Lerner, Gianni Vattimo, Gustavo Zagrebelsky, Tullia Zevi sono solo alcuni dei firmatari della petizione per introdurre la bibbia nella scuola pubblica. In tutto sono diecimila le persone che hanno sottoscritto questo singolare appello, proposto dall’associazione culturale ‘Biblia’ e presentato nei giorni scorsi al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://bp1.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/RojmRh19VtI/AAAAAAAAAJE/KMmwlcVmstI/s1600-h/bibbia.jpg"><img src="http://bp1.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/RojmRh19VtI/AAAAAAAAAJE/KMmwlcVmstI/s200/bibbia.jpg" style="margin: 0px auto 10px;text-align: center" border="0" /></a><br />
Massimo Cacciari, Furio Colombo, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Margherita Hack, Gad Lerner, Gianni Vattimo, Gustavo Zagrebelsky, Tullia Zevi sono solo alcuni dei firmatari della petizione per introdurre la bibbia nella scuola pubblica. In tutto sono diecimila le persone che hanno sottoscritto questo singolare appello, proposto dall’associazione culturale ‘Biblia’ e presentato nei giorni scorsi al ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni. Ci si sarebbe aspettato il favore solo di fervidi credenti ed invece… Moltissime le personalità appartenenti ad altri credi o addirittura non credenti che trovano la bibbia un testo adatto alla formazione delle giovani menti, al pari degli altri grandi capolavori del passato, già libri di testo, come l’Iliade, l’Odissea o la Divina Commedia. Il mondo politico ha risposto con favore, quasi all’unanimità, alla proposta dell’associazione, passando da un ‘assolutamente d’accordo’ della deputata di AN Daniela Santanchè alla ‘bellissima proposta che va senz’altro sostenuta’ del diessino Giuseppe Lumia. Una delle poche voci fuori dal coro è stata quella della deputata di Rifondazione Comunista, Vladimir Luxuria, “l’idea di porre un&#8217;attenzione maggiore su un libro religioso, piuttosto che su altri, facendolo diventare un testo base a scuola, mi sembra discutibile anche dal punto di vista della difesa della laicità&#8221;.</p>
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