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Il gospel approda nei fumetti

31 Luglio 2007

L’avvento di internet ha portato una ventata di novità nel mondo cattolico. Dalle prediche online a ‘Dio dopo Internet’, la rete è diventata un ottimo mezzo per la diffusione del credo cristiano. Ma quello dei fumetti online sembrava essere un ambito, se non precluso, comunque difficilmente sfruttabile dal mondo cattolico. Almeno fino ad oggi. Filippo Tommasi, maestro d’arte e fumettista, ha, infatti, deciso di colmare questo vuoto inaccettabile ed ha aperto il sito Fumetticristiani.it “per consentire a qualunque cristiano – come lui stesso spiega - abbia un talento di scrittore, illustratore, sceneggiatore, disegnatore di approfittare di questo spazio per contribuire alla diffusione del messaggio evangelico in modo alternativo”. Da anni Toma (questo il suo nome d’arte) si occupa sia di fumetti che di diffusione della parola di Dio, ed ha quindi pensato che, visto il momento particolarmente favorevole del settore, non si poteva non lanciare il genere Gospel. ‘Quello che intendo io per Gospel – precisa Toma - non è prettamente o solamente affrontare determinate tematiche in termini religiosi o dottrinali. Considerata la formazione culturale, fondamentalmente cattolica, degli italiani, ritengo che bisogna avvicinarsi ad essi con approcci più morbidi e carismatici, senza per questo rinunciare al rigore e alla verità enunciata da Dio con le sacre scritture’. Insomma un modo nuovo per arrivare ai credenti, meno dottrinale e rigoroso ma di sicura efficacia, soprattutto nei confronti dei giovani che tanto amano il genere.

Accusa Dio di averlo fatto diventare un assassino

17 Luglio 2007

La fantasia dell’uomo è senza limiti. Un rumeno, accusato di omicidio, ha incolpato Dio per non averlo protetto dal demonio e averlo lasciato diventare un assassino. La notizia è stata pubblicata dal quotidiano ‘Evenimentul Zilei’ nei giorni scorsi. Il 40enne, Pavel M., stava, e sta ancora, scontando la pena di 20 anni di reclusione inflittagli dal tribunale per il reato commesso e l’unica idea che gli è venuta, per cercare di migliorare la sua situazione, è stata quella di rivolgere le sue accuse nei confronti del Supremo. La corte ha dovuto accettare la denuncia per abuso d’ufficio presentata dall’uomo, che pretendeva la condanna di Dio per non avere adempiuto ai suoi doveri assunti con il Battesimo. Nelle cause normali, l’iter prevede la notifica del mandato di comparizione ma in questo singolare caso non è sembrata una cosa così facile da realizzare. Alla fine la procura di Timisoara ha dovuto archiviare la causa perché, per ovvi motivi, ‘non è stato possibile trovare l’indirizzo del querelato’.