Archivi: ottobre 2008

I dieci comandamenti del blogger devoto

31 ottobre 2008

L’Alleanza Evangelica, la più prestigiosa associazione evangelica inglese, che raggruppa una rete di organizzazioni internazionali, ha stilato i dieci comandamenti a cui il blogger devoto si deve attenere. Questo elenco è stato concepito durante la conferenza Godblogs tenutasi a Londra qualche tempo fa ed ispirato ai comandamenti originali dettati da Dio a Mosè sul Monte Sinai.

Secondo i leader evangelici presenti all’incontro uno dei pericoli peggiori per il pio blogger è quello di avere un comportamento sbagliato nei confronti dei colleghi blogger. Spesso, infatti, il curatore di un blog avrebbe un atteggiamento invidioso ed iroso verso i propri simili, e, attraverso la velocità della comunicazione via web, incline allo scredito della reputazione altrui. Visto il fenomeno in piena e disordinata crescita, i responsabili della chiesa evangelica britannica, hanno ritenuto doveroso fornire delle linee guida per condurre sulla retta via i ciber-credenti.

Sarà una trovata originale, ma dimostra l’apertura verso i nuovi mezzi di comunicazione e verso i credenti che vivono e lavorano in rete. La realtà non va mai negata ma sempre capita ed affrontata.

Ecco il decalogo del blogger credente e devoto:

  1. Non anteporre il tuo blog prima alla tua integrità.
  2. Non fare del tuo blog un idolo.
  3. Non fare cattivo uso del tuo nickname sfruttando l’anonimato per peccare.
  4. Ricorda di santificare le feste: concediti un giorno alla settimana di riposo senza aggiornare il blog.
  5. Onora i tuoi compagni blogger prima di te stesso e non dare eccessivo significato ai loro errori.
  6. Non ledere l’onore, la reputazione e i sentimenti di un altro blogger.
  7. Non usare il web per commettere peccato o per pensare di commettere adulterio.
  8. Non rubare i contenuti altrui.
  9. Non dare falsa testimonianza nei confronti di un altro blogger.
  10. Non desiderare il ranking degli altri blog. Accontentati del tuo.

Nel ‘91 un aereo Alitalia avvistò un Ufo su Londra

22 ottobre 2008

Era la sera del 21 aprile 1991, alle ore 19.58 quando, il pilota del volo di linea Alitalia AZ 284, Achille Zaghetti, partito da Milano con destinazione Londra, aeroporto di Heathrow, avvistò un oggetto volante non identificato mentre era in fase di atterraggio. A renderlo noto è Daily Mail che, dopo più di 17 anni, porta alla luce questa vicenda fino ad ora tenuta segreta dalle autorità britanniche.

La sera dello stesso giorno anche un’emittente televisiva locale mandò in onda la testimonianza di un ragazzino 14enne che riferiva di avere visto un missile volare a bassa quota prima di sparire attraverso la nuvole. Anche la polizia di Brentwood, nell’Essex, sempre il 21 aprile, compilò un rapporto su un oggetto volante apparso in cielo. La descrizione del missile avvistato dal ragazzino e dalla polizia coincide con quella fornita dal comandante dell’Alitalia Zaghetti.

Dal documento che contiene la testimonianza di Zaghetti si evince come l’oggetto fosse simile ad un missile lungo circa 3 metri, di colore marrone chiaro e viaggiasse ad una velocità di oltre 190 chilometri orari. Il missile avrebbe cambiato rotta improvvisamente arrivando a poco più di 300 metri dall’aereo italiano. A quel punto Zaghetti avrebbe fatto una manovra improvvisa per evitare la collisione con il presunto Ufo. Una frazione di secondo e l’oggetto sarebbe sparito dalla vista del pilota, del co-pilota (che ha sempre confermato l’avvistamento) e dei radar. Interpellata dallo stesso Zaghetti la torre di controllo dell’aeroporto di Heathrow confermò di avere intercettato sul radar un oggetto non identificato a 10 miglia nautiche dal velivolo dell’Alitalia.

Il Ministero della difesa britannica, avendo quasi subito scartato la possibilità che si trattasse di un missile, di un palloncino meteo o di un razzo spaziale fu costretto ad ammettere che l’oggetto avvistato poteva effettivamente trattarsi di Ufo e, fu per questo, che il 2 luglio dello stesso anno l’inchiesta venne archiviata.

Questa la testimonianza di Zaghetti: “Ho visto per circa 3 o 4 secondi un oggetto volante molto simile ad un missile e di colore marrone chiaro e ho subito urlato ‘Attenzione! Attenzione’ al mio co-pilota, che aveva visto la stessa cosa. Non appena abbiamo incrociato l’oggetto, ho chiesto a quelli della torre di controllo se avessero notato qualcosa sui loro schermi e l’operatore rispose che vedeva un obiettivo sconosciuto a 10 miglia nautiche dietro di noi“.

Gli affascinanti misteri dell’Isola di Pasqua

14 ottobre 2008

Sono tantissime le leggende che avvolgono l’Isola di Pasqua, un piccolo lembo di terra battuto dal vento e disseminato di strane statue chiamate Moai, al largo delle coste cilene (ben 3.800 chilometri!). In questi decenni le ipotesi sorte intorno agli abitanti del luogo e alle 300 e più figure di pietra da loro costruite hanno riempito non poche pagine di libri e guide.

Quando l’esploratore olandese Jacob Roggeven scoprì Rapa Nui (il giorno di Pasqua del 1722) trovò gli indigeni in condizioni di grande indigenze, quasi estinti e dediti al cannibalismo. Ma soprattutto trovò questi grandi volti umani rovinati dall’usura del tempo e delle condizioni atmosferiche, rovesciati o incompiuti. Una terra che sarebbe dovuta essere verde e rigogliosa era ridotta ad una piana desolata, con solo qualche arbusto, a difendere dal vento insistente, e qualche roccia spoglia. Cosa era successo? Come erano stati costruiti i Moai? E da chi? Come era possibile che questa gente fosse in possesso di una cultura non paragonabile a quella di nessun altro popolo conosciuto?

  • Tra le ipotesi più battute c’è quella che l’isola di Pasqua sia una parte emersa del continente Mu, collegato all’Asia e alle Americhe da grandi gallerie. Quando Mu si inabisso nelle profonde acque del Pacifico solo Rapa Nui rimase in superficie, isolando in questo modo per sempre i proprio abitanti. Secondo questa teoria la loro scrittura sarebbe la stessa usata nella valle dell’Indo.
  • Secondo un articolo apparso sul Denver Post il segreto della costruzione dei Moai ere negli elefanti: alcune fonti raccontano che la flotta di Kublai Kahn che si stava recando ad invadere il Giappone naufragò con il suo carico di elefanti. Alcune imbarcazioni avrebbero potuto raggiungere l’Isola di Pasqua. Questa teoria non è verificabile in quanto non sono mai stati trovati resti di elefanti sull’isola.
  • Lo studioso svizzero Eric Von Daniken riteneva invece, nel suo “I carri degli Dei” del 1968, che la pietra con cui sono fatti i Moai non fosse reperibile sul isola. Per forza quindi doveva essere stata portata dagli extraterrestri (??). In realtà è appurato che i Moai sono costruiti con il tufo vulcanico estratto dalle cave del vulcano Rano Kao. (Ancora oggi sono visitabili Moai incompiuti presso le cave, circondati dagli utensili necessari alla loro realizzazione).
  • Negli anni cinquanta il Norvegese Thor Heyerdahl ipotizzo addirittura che la popolazione di Rapa Nui fosse originaria della zona del lago Titicaca in Perù. Nel 1994, l’esame del Dna su alcuni resti umani ritrovati sull’isola dimostrò come gli abitanti erano di ‘razza’ polinesiana.

Molte di queste teorie sono state poi confutate con studi seri e approfonditi ma pensare che una piccola isola dispersa nel Pacifico possa affascinare ancora così tanto ed essere una tale fucina di miti e leggende è molto interessante ed avvincente.

Qualcuno conosce qualche altra leggenda sull’Isola di Pasqua? O qualche altra teoria sulla costruzione dei Moai o sulla vita e le origini degli abitanti del posto?

L’oroscopo di Lidia Fassio per Eridano School

1 ottobre 2008

Lidia Fassio, astrologa e direttrice della scuola di astrologia umanistica Eridano School, da anni si interessa alle connessioni tra astrologia e psicologia. Studiosa di psicologia, simbolismo, mitologia e Medicina Psicosomatica, Lidia Fassio è una torinese Capricorno ascendente Ariete ed ha partecipato a numerosi congressi internazionali con il ruolo di relatrice.

La Eridano School da lei diretta è il primo Centro Italiano di formazione all’astrologia e per portare avanti il nome che porta mette a disposizioni degli studenti i migliori professionisti per condurli facilmente ed in modo completo al ruolo di Consulente Astrologico. Sul sito della Eridiana School è consultabile (cliccando qui) un oroscopo del giorno tenuto da Martha Voss.

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