Archivi: Gennaio 2008

Koinè: l’arte sacra e gli oggetti liturgici in mostra

29 Gennaio 2008

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A Vicenza, ogni due anni si tiene Koinè, la ‘Rassegna internazionale di arredi, oggetti liturgici e componenti per l’edilizia di culto’, vetrina internazionale dell’arte sacra. Nata nel 1989, con il patrocinio della Conferenza Episcopale Italiana e della Diocesi di Vicenza, Koinè in pochi anni si è trasformata nel più importante appuntamento del settore a livello internazionale: 305 espositori (di cui il 20% stranieri), 15mila metri quadri di superficie espositiva, oltre 10mila visitatori provenienti dai 5 continenti e un’offerta scientifica, in termini di giornate di studio nazionali, arte-sacra.jpgmostre di design e aree laboratorio, di altissimo livello. Gli espositori propongono una vastissimo ventaglio di oggetti liturgici e devozionali: dai materiali alle tecnologie per gli edifici di culto, dagli altari e fonti battesimali all’arredamento per le camere per pellegrini, dagli articoli per comunioni e cresime alle pubblicazioni d’arte sacra. Insomma, un evento capace di raccogliere il meglio della produzione liturgica ed accontentare qualsiasi tipologia di visitatore. In nessun altra rassegna è infatti possibile trovare servizi, materiali, oggetti, arte sacra e design riuniti in un unico evento.
Ad ogni edizione, l’ultima è stata nel 2007 e la tredicesima, che celebrerà anche il ventennale, sarà dal 18 al 21 aprile 2009, molti sono i momenti di riflessione e dibattito sui temi legati agli oggetti per uso liturgico e all’adeguamento dei luoghi di culto che si affiancano alla vera e propria vetrina espositiva. Questo è possibile attraverso Koinè Ricerca, l’evento nell’evento: mostre sul design degli oggetti per uso liturgico, organizzazione di convegni, dibattiti e seminari rivolti a liturgisti, sovrintendenze ai monumenti, clero, architetti ed operatori del settore.

Jay Bakker, il predicatore tatuato e punk

21 Gennaio 2008

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Figlio di due telepredicatori famosi negli anni ’80, Jay Bakker è il fondatore di una chiesa un po’ speciale, Revolution, che non disdegna gli omosessuali, la musica hard-core e il mondo di tatuaggi e piercing. Jay, cresciuto tra il parco a tema cristiano Heritage creato dai genitori, Tammy Faye e Jim Bakker, e lo studio televisivo di Praise the Lord, il programma televisivo da loro condotto, è sempre stato un ragazzino ribelle. Lasciata la scuola in giovane età ha iniziato a bere e fumare senza però perdere mai la fede. Quella stessa fede che la sua famiglia aveva trasformato in un business miliardario. Non ha perso la fede neanche quando i suoi genitori sono stati investiti da uno scandalo a base di corruzione e sesso, che ha fatto crollare il loro impero come un castello di carte. Skater, musicista hard-core punk, completamente tatuato, Jay Bakker appare tutto tranne che un pastore. Invece, dal 1994 è il capo spirituale della chiesa alternativa Revolution, fondata con altre due persone, che vanta sedi ad Atlanta, New York e Charlotte e una schiera di fedeli. Si, perché questo strano connubio tra religiosità e anticonformismo piace a tutti quei credenti che non si riconoscono appieno nella chiesa ufficiale ed ora ha risvegliato anche l’interesse dei Media. Ma le sue posizioni, a volte controcorrente, come quella di essere disposto a celebrare il matrimonio tra gay, gli hanno valso l’appellativo di ‘eretico’. “Molti mi chiamano eretico. – racconta Jay Bakker – Tanti inviti sono stati cancellati. Abbiamo perduto il nostro principale finanziatore, una fondazione conservatrice che ci dava soldi perché raggiungiamo persone altrimenti escluse dal messaggio di Dio”. Jay non ha intenzione, per questo, di fermarsi e continua imperterrito a diffondere la parola del Signore, dalla sala concerti di Pete’s Candy Store, nel cuore di Brooklyn, e a sostenere che tutti “senza distinzione di religione e nazionalità, dovrebbero avere gli stessi diritti ed ottenre salari dignitosi“.

La vita nell’aldilà secondo Sylvia Browne

9 Gennaio 2008

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Nessun paradiso oltre le nuvole, ma un mondo reale quanto il nostro. Questo è quello che sostiene Sylvia Browne, la più famosa veggente degli Stati Uniti, nel suo libro, edito Oscar MondadoriLa vita nell’aldilà – viaggio oltre l’esistenza terrena”. Questo mondo parallelo scorre su un’altra frequenza rispetto alla nostra, ci sfiora, ritorna. A volte si manifesta come un déjà vu, un sogno, una coincidenza difficile da spiegare.

Appartenente ad una famiglia di medium, Sylvia Browne, ha scritto in questi anni tantissimi libri di successo e, grazie alle sue incredibili doti, è diventata molto famosa. Solo “La vita nell’aldilà”, scritto in collaborazione con Lindsay Harrison, ha venduto oltre due milioni di copie in tutto il mondo. Nel libro, la sensitiva rivive le personali scoperte che ha fatto nel corso della sua esistenza sull’aldilà, attraverso una scrittura sempre vivida ed evocativa. Le prime visioni medianiche avute durante il periodo della sua infanzia, le testimonianze sulle loro vite precedenti fornite dai suoi pazienti durante le sedute di ipnosi regressiva, i suoi studi sulla reincarnazione ma soprattutto l’avvenimento che più l’ha colpita e cambiata, l’esperienza di premorte avuta durante il coma in seguito ad un incidente stradale.

L’immagine del tunnel con in fondo una luce abbagliante riaffiora tra le pagine. In fondo a quel tunnel non c’è nessun inizio e nessuna fine ma un unico eterno flusso temporale, perché la vita non termina mai. La Browne fornisce una descrizione dettagliata di quello che c’è nell’aldilà. In pagine folgoranti parla di “un magnifico edificio in stile neoclassico, sovrastato da una cupola e sostenuto da colonne: è il Palazzo della saggezza (…) il suo ingresso è splendido, preceduto da immensi gradini di marmo, con statue e fontane magnifiche, e fiori dal dolce profumo in perenne e bellissima fioritura…”, del paesaggio, di come avviene precisamente il transito dal nostro mondo a quello dell’aldilà, il tutto grazie all’insostituibile aiuto del suo ‘spirito guida’.

Un libro che è un’avventura dello spirito, un modo per affrontare un tema difficile e a volte spaventoso, come quello del mondo ultraterreno. “L’Aldilà è reale quanto la terra su cui camminiamo, il corpo che il nostro spirito abita e l’aria che respiriamo. E la verità in merito di Aldilà è molto più emozionante, confortante, piena d’amore e di energia di qualunque favola”.
La vita nell’aldilà – viaggio oltre l’esistenza terrena - Mondadori - Collana ‘Oscar nuovi misteri’ - Sylvia Browne e Lindsay Harrison