Archivi: novembre 2007

Sono dodicimila i siti cattolici in Rete

21 novembre 2007

La chiesa cattolica regina del web. E’ quello che si deduce navigando un po’ in rete. Sul portale siticattolici.it, il motore di ricerca dei siti di fede cattolica, curato da Francesco Diani, vicepresidente dell’associazione dei webmaster cattolici riconosciuta dal Cei, sono censiti, ad oggi, 11.926 siti. Numero che è destinato comunque a crescere. L’iscrizione avviene online semplicemente compilando un form. Nei casi dubbi, in cui la cattolicità non è apertamente palesata, è una commissione composta da teologi ed esperti in liturgia a dare il via libere ed accludere nel lungo elenco il nuovo sito o blog. Tra i siti presenti sul portale figurano anche due siti cattolici omosessuali ‘Nuova proposta’ e ‘La sorgente’ accettati perché la componente cattolica è stata valutata preponderante rispetto a quella omosessuale. Ma le polemiche sono scoppiate ugualmente su questa decisione. Anche il numero dei blog è in crescita, per ora se ne contano 105 ma in netta espansione. Nella lista compare anche un sito di cui si è sentito parlare molto ultimamente, quello del giornale online Petrus, diretto da Gianluca Barile. Il sito è infatti stato il primo a fornire l’identità del prelato, scoperto dalle telecamere nascoste del programma televisivo Exit di La7 mentre riceveva in Vaticano un ragazzo conosciuto in una chat omosessuale. Lo scoop che ha incastrato don Tommaso Scenico, capo dell’ufficio catechistico della Congregazione per il Clero, ha dato una certa notorietà al lavoro di Barile e alla chiesa in Rete. Molti dei siti in questione sono fondati da ex papa boys e stanno portando aria nuova nelle stantie stanze del Vaticano. Illuminanti le parole di Barile “Esponenti del Vaticano mi confessano di leggere Petrus per sapere cosa succede dentro le mura. I bollettini della Santa Sede sono per forza di cose ‘freddi’. Noi andiamo oltre l’informazione istituzionale”.

Per un libro le stigmate di Padre Pio sarebbero fasulle

12 novembre 2007

Un libro, pubblicato da Einaudi, sta scatenando polemiche infinte tra pro e contro, atei e no, ebrei e cattolici. Il volume in questione si chiama ‘Padre Pio. Miracoli e politica nell’Italia del Novecento’ ed è stato scritto da un professore universitario ebreo di Storia Moderna dell’Università di Torino, Sergio Luzzatto. La ‘rivolta’ è scoppiata dopo che il Corriere della sera ha pubblicato un intervento dello stesso Luzzatto in cui racconta il suo lavoro editoriale, seguito da una serie di interventi (Alberto Melloni, Aldo Cazzullo e Vittorio Messori) . Seconda la tesi sostenuta da questo storico, e suffragata da un documentazione in mano anche all’istituzione del Sant’Uffizio, le stigmate di Padre Pio sarebbero state provocate artificialmente.I dubbi attorno alla veridicità delle note piaghe sulle mani del frate di Pietrelcina sarebbero sorti dopo le dichiarazioni di un farmacista che, nel 1919, si vide richiedere da Padre Pio, attraverso la mediazione della cugina Maria De Vito, dell’acido fenico puro, cioè “una sostanza adatta per procurarsi piaghe alle mani”. “Quando ella tornò a Foggia – racconta il dottor Valentini Vista parlando di sua cugina – mi portò i saluti di Padre Pio e mi chiese a nome di lui e in stretto segreto dell’acido fenico puro dicendomi che serviva per Padre Pio, e mi presentò una bottiglietta della capacità di un cento grammi, bottiglietta datale da Padre Pio stesso, sulla quale era appiccicato un bollino col segno del veleno (cioè il teschietto di morte) e la quale bottiglietta io avrei dovuto riempire di acido fenico puro che, come si sa, è un veleno e brucia e caustica enormemente allorquando lo si adopera integralmente. A tale richiesta io pensai che quel acido fenico adoperato così puro potesse servire a Padre Pio per procurarsi o irritarsi quelle piaghette alle mani”. Naturalmente questa è solo la supposizione del titolare di una farmacia di Foggia. Nella cella di Padre Pio fu poi rinvenuto veramente dell’acido fenico.

Ma le perplessità, fino a quel momento tenute segrete, vennero confermata da un’altra richiesta da parte del frate: quattro grammi di veratrina. A scopi terapeutici la posologia consueta per la veratrina è compresa tra uno e cinque milligrammi. Padre Pio, invece, ne richiese, sempre alla devota De Vito, quattro grammi, una richiesta insolita e alquanto ingiustificabile. Il frate avrebbe, infatti, potuto seguire le vie ordinarie, in altre parole, richiedere una ricetta medica senza seguire vie sotterranea che, quantomeno, insinuano il dubbio sull’irregolarità dell’atto.

Supposizioni di un ebreo invidioso? Menzogne per infangare il nome di uno dei martiri ed eroi moderni della Chiesa Cattolica? Oppure una verità storica scomoda e da seppellire nuovamente nelle pieghe della storia dimenticata e passata? A questi quesiti non so rispondere, ma non si può negare che questa inchiesta storica getti il seme dell’incertezza sulla verità intorno San Giovanni Rotondo. Quello che Luzzatto racconta, non dimentichiamolo, viene confermato da un documento, custodito dall’archivio vaticano della Congregazione per la Dottrina della Fede, sottoscritto da Padre Pio, in cui richiedeva l’acido fenico alla signorina De Vito. “Carissima Maria, Gesù ti conforti sempre e ti benedica! Vengo a chiederti un favore. Ho bisogno di aver da duecento a trecento grammi di acido fenico puro per sterilizzare. Ti prego di spedirmela la domenica e farmela mandare dalle sorelle Fiorentino. Perdona il disturbo”. E queste sono fatti e non supposizioni, poi ognuna tragga le dovute conclusioni.

Mormoni sexy nel calendario delle polemiche

5 novembre 2007

Dopo le veline, le modelle, le casalinghe disperate, i pompieri, i vip, i poliziotti non potevano mancare i Mormoni nella lista dei protagonisti di calendari sexy. Nel calendario 2008 ‘Mormons Exposed’ si possono ammirare i fisici scultorei di ex missionari mormoni. I vari Brandon, Shane, Johnatan, messe da parte camicie e cravatte, mostrano senza inibizioni petti scolpiti e muscoli guizzanti, pose seducenti e finti spogliarelli. Sono in molti a sostenere che questa iniziativa, con all’attivo più di mille copie vendute, sia una trovata pubblicitaria per sostenere il candidato mormone alla Casa Bianca, Mitt Ronney.
L’idea del calendario è venuta ad un ex missionario, Chad Hardy, che ha promesso di devolvere i proventi alle missioni mormoni sparse nel mondo. Secondo tale Hardy l’immagine asessuata dei missionari mormoni è infondata e il calendario contribuirà a cambiarla. E’ la prima volta nella loro storia che i mormoni decidono di dare alle stampe un calendario e per questa novità hanno pensato di cominciare con il botto. Non sono dello stesso parere le autorità religiose, mormoni e non mormoni, che hanno giudicato l’iniziativa troppo sfacciata. Ma a volte, si sa, il fine giustifica i mezzi.
Il calendario è acquistabile online sul sito dei Mormons Exposed al prezzo di 14.99 dollari . Non fatevi ingannare dalle apparenze, non è un sito di gigolò o per scambisti, anche se potrebbe sembrare ad una prima visione.